Succede alle porte dell’Europa e non una voce autorevole ancora è si alzata per condannare una tale atrocità, degna dell’abominio nazista. Sarebbe questo il progresso della civiltà del nuovo millennio?

Massacrati con bastoni, bottiglie di vetro, torturati con scosse elettriche, appesi per i polsi e le caviglie, quasi soffocati con sacchetti di plastica. È solo una parte dell’orribile calvario di violenze e torture che il governo ceceno ha riservato ai cento uomini arrestati dalla polizia “in relazione al loro orientamento sessuale non tradizionale o al sospetto di questo”.

Le testimonianze sono arrivate grazie al semiclandestino movimento Russian Lgbt Network, l’unica cellula di attivisti lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) che in tutto il paese ha attivato una linea verde (kavkaz@lgbtnet.org), in coordinamento “Novaja Gazeta” e attivisti dei diritti umani russi. I detenuti sono riusciti a far trapelare le loro testimonianze attraverso vari canali raccontando le atrocità: picchiati fino alla morte, forzati a sedersi sulle bottiglie di vetro e sottoposti a elettroshock ai genitali […]

(HuffPost Italia)