Infine, la legge sulle unioni civili è stata oggi approvata e le coppie omosessuali potranno godere, anche in Italia, di alcuni diritti che prima erano loro negati. Un passo in avanti è stato dunque compiuto anche nel nostro paese, che fino a ieri rimaneva una delle pochissime democrazie del mondo a non riconoscere nessun diritto alle persone lgbtq.

È difficile, però, esultare per quella che a nostro avviso resta, comunque, una legge “a metà”. Questo perché, come ha detto ieri Michela Marzano nel suo intervento alla Camera dei Deputati, la legge Cirinnà “nasce già vecchia”: permane, infatti, una diseguaglianza di valore tra le coppie eterosessuali, che possono sposarsi “davvero”, e quelle omosessuali, che possono solo “unirsi civilmente”; e permane una diseguaglianza ancora più grave tra le famiglie cosiddette “tradizionali”, che possono avere o adottare figli, e quelle omogenitoriali, che invece non vedranno riconosciuti neanche quelle figlie e quei figli sono già nati e fanno parte della nostra società. Perciò, quello che per un verso è un passo avanti, per un altro verso sembra più un passo “di lato”: con esso, lo Stato si smarca dal prendere una scelta chiara e definitiva di riconoscimento pieno dei diritti delle persone omosessuali.

Per noi, come sosteniamo da anni e soprattutto negli ultimi mesi di dibattito pubblico, insieme a tutte le altre associazioni lgbtq italiane, esiste un’unica vera soluzione a questa condizione di riconoscimento incompleto: il matrimonio egualitario, che porterebbe anche l’Italia all’altezza di molte altre grandi democrazie in Europa e nel mondo. E per il matrimonio egualitario, anche lungo la Queeresima e con il Sardegna Pride 2016, continueremo a batterci ancora, consapevoli che in Italia la lotta per i diritti civili non è finita.

Nel frattempo, ci sentiamo di fare gli auguri a tutte quelle coppie che potranno finalmente accedere a tutele e diritti prima preclusi, e ci stringiamo alle famiglie arcobaleno per la battaglia che hanno ancora davanti e che vinceremo tutte e tutti insieme!

ARC