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A seguito della riunione di moltissime associazioni lgbtq italiane (per ARC ha partecipato la nostra compagna Alessandra), tenutasi ieri a Roma presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli​, ecco il comunicato che convoca una manifestazione unitaria sabato 5 marzo a Roma. Contemporaneamente, in molte altre parti d’Italia – Sardegna compresa – si terranno altri presidi di pressione politica sul Parlamento, perché approvi la legge Cirinnà così com’è. Altre manifestazioni sono previste nelle due settimane che precedono la grande mobilitazione del 5 marzo.

COMUNICATO STAMPA

Unioni Civili, sabato 5 marzo manifestazione unitaria a Roma

Il movimento LGBTI invita la società civile, laica e democratica a unirsi in una grande manifestazione a Roma sabato 5 marzo, per ribadire le istanze di uguaglianza oggi messe in gioco con toni inaccettabili nella discussione sulle unioni civili che sta avendo luogo a Palazzo Madama, dove dal 24 febbraio proseguirà il nostro presidio. Pretendiamo che le forze politiche in campo, partiti, senatori, senatrici, che sostengono questa legge, votino la proposta in discussione nella sua interezza.

Rispediamo al mittente qualunque scusa su regolamenti e procedure, perché è evidente che sia possibile un voto trasversale che coinvolga tutte le forze parlamentari in grado di condurre all’approvazione delle unioni civili, consapevoli che sono per noi solo una risposta parziale alle nostre rivendicazioni.

Ribadiamo ogni rifiuto di qualsiasi ipotesi di eliminazione della stepchild adoption e riteniamo disumano che un provvedimento che riguarda la tutela della parte più fragile della società, i bambini e le bambine, possa essere pretestuosamente strumentalizzato per ostacolare una legge attesa da oltre 30 anni da milioni di persone, coppie omosessuali, con e senza figli, coppie eterosessuali conviventi.

Non c’è più tempo: i diritti civili sono diritti umani ed esulano da qualsiasi logica di maggioranza e da qualsiasi sondaggio d’opinione. Sta adesso alle singole forze politiche e ai singoli parlamentari scegliere da che parte della storia schierarsi.

le associazioni LGBTI