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USN | 26.11.2015

@ Società Umanitaria – Cineteca Sarda, viale Trieste 126 (CA)

ore 18.00

proiezione, nella sezione Fuori Concorso, dei cortometraggi Tre tempi (di Chiara Tarfano, 14’, Italia, 2015 – italiano) e Es-say (di Chiara Livio Arrigo, 20’, Italia, 2015 – italiano, sott. inglese);

ore 19.00

incontro dedicato alla storia dei festival l.g.b.t. e queer italiani, al loro sviluppo e diffusione, e al ruolo che essi ricoprono nella distribuzione di opere cinematografiche indipendenti, grazie alla presenza di: Giovanni Minerba, fondatore e direttore del Torino Gay & Lesbian Film Festival, Daniel N. Casagrande, ideatore e direttore del Queer Lion della Mostra del Cinema di Venezia e Presidente della Giuria di questa edizione del Sardinia Queer Short FF, Carlo Lavagna, regista di Arianna, Silvia Novelli, del gruppo di film-maker indipendenti BadHole e Sergio Naitza, regista, giornalista e critico cinematografico.

ore 20.00

buffet nel foyer;

ore 20.30

proiezione del quinto cortometraggio in finale per il Premio del Pubblico 2015;

ore 21.00

Carlo Lavagna incontra il pubblico di USN|expo 2015; proiezione del lungometraggio Arianna (di Carlo Lavagna – Italia – 2015, 83’), e discussione;

TRAILER
TRAILER

ARIANNA

titolo internazionale: Arianna
titolo originale: Arianna
paese: Italia
rivenditore estero: Cinecittà Luce
anno: 2015
regia: Carlo Lavagna
sceneggiatura: Stefan Haupt, Christian Felix, Ivan Madeo, Urs Frey
cast: Ondina Quadri, Massimo Popolizio, Valentina Carnelutti, Corrado Sassi, Blu Yoshimi.
premi/partecipazioni principali: Mostra di Venezia – Giornate degli Autori 2015, Queer Lion 2015

 

Arianna ha diciannove anni ma ancora non ha avuto il suo primo ciclo mestruale. Gli ormoni che il suo ginecologo le ha prescritto non sembrano avere effetto sul suo sviluppo, a parte un leggero ingrossamento del seno che però le provoca fastidio. All’inizio dell’estate, i suoi genitori decidono di riprendere possesso del casale sul lago di Bolsena dove Arianna era cresciuta fino all’età di tre anni e in cui non era ancora tornata. Durante la permanenza nella casa, antiche memorie cominciano a riaffiorare, tanto che Arianna decide di rimanere anche quando i genitori devono rientrare in città. I pomeriggi passano lenti e silenziosi, mentre Arianna comincia a indagare sul proprio corpo e sul proprio passato; l’incontro con la giovane cugina Celeste – così diversa e femminile rispetto a lei – e la perdita della verginità con un ragazzo della sua età, spingono Arianna a confrontarsi definitivamente con la vera natura della propria sessualità…

“Il trentenne regista italiano che si definisce “eterosessuale fluido”, fitti riccioli neri e accento toscano, dopo aver girato negli Stati Uniti un documentario sui gruppi Intersex, è tornato in Italia per farne un film: «Volevo liberarmi da un incubo infantile, quando nel sonno sognavo di essere una donna matura e mi angosciavo moltissimo. In Italia ho incontrato Arianna, una ragazza intersex fondatrice di Aisia, il primo gruppo Intersex italiano, che mi ha raccontato la sua vita, ma purtroppo non c’è più: sono anni che ci penso, mi sono molto documentato e affidato a un fundraising: e con 350 mila euro ho fatto il film». È una storia delicata e pudica, ben girata in una bella campagna sul lago di Bolsena, e ha la fortuna di una brava protagonista esordiente, di bellezza efebica e dal nudo innocente, che sa esprimere in solitudine e silenzio i turbamenti dell’adolescenza e dell’incertezza sessuale. È Ondina Quadri, figlia di Jacopo Quadri, celebre cinemontatore, e nipote di due nonni importanti che non ci sono più, il critico teatrale Franco Quadri e la giornalista Marisa Rusconi. All’inizio del film Arianna dice: «Sono nata due volte, anzi tre: prima bambino, poi di nuovo, bambina, la terza volta sono nata io, e ci sono voluti vent’anni». È una frase che si trova parzialmente anche nel romanzo premio Pulitzer Middlesex (2002) di Jeffrey Eugenides, la cui protagonista, Callie-Cal è Intersex.

Il coltissimo filosofo Bernini, che quest’anno, dice, ha «forzato un po’ la mano» e ha tenuto il suo corso partendo da un film di Zombie porno, entusiasmando gli studenti ma provocando lettere indignate da parte dei genitori al quotidiano locale L’Arena, sostiene che il personaggio di Arianna ha subito il destino di altri intersessuali: «Negli anni Cinquanta la chirurgia pediatrica stabilì che questi bambini dovevano essere “risistemati” perché non dovessero affrontare un’infanzia dolorosa tra gli altri bambini. Poi doveva essere loro imposta oltre a una cura ormonale, un’educazione rigida relativa all’appartenenza sessuale decisa. La maggior parte dei genitori acconsentiva e quasi sempre l’innocente Intersex diventava una bambina: si tratta anche oggi di un intervento puramente estetico perché poi cromosomi, ormoni, e organi interni, possono non corrispondere al sesso deciso da chirurgo e genitori»”.

[Natalia Aspesi > La Repubblica]