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In occasione de la Festa de L’Unità, che si terrà a Cagliari dal 25 al 27 Settembre, l’Associazione Culturale ARC Onlus ha deciso di portare all’attenzione dei partecipanti una serie di riflessioni che ci è sembrato tristemente doveroso ribadire ulteriormente.

Stiamo vivendo un epoca di repentini ed epocali cambiamenti che, mai come ora, hanno portato alla ribalta il dibattito sull’estensione di alcuni diritti civili alle persone lgbt, un dibattito che, ci rincresce constatare, fino adesso è stato affrontato in un modo irresponsabile e svilente, sia dal fronte dei contrari, ma in modo più preoccupante da chi si dichiara “a favore” della attuale formulazione della legge sulle unioni civili, in quanto si dimostra pronto ad accettare compromessi al ribasso rispetto alla rivendicazione del movimento, cioè quella dell’estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali.

Oramai assistiamo quotidianamente ai teatrini indecorosi provenienti dalla discussione sulle unioni civili in commissione giustizia al Senato. Abbiamo smesso di segnare sul calendario il termine ultimo per il voto in parlamento. Su un altro tema di (purtroppo) grande rilevanza mediatica, la Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, è recentemente dovuta intervenire con un’apposita circolare per calmare gli animi, rassicurando che nella riforma scolastica del governo Renzi non v’è traccia di alcuna “ideologia del gender”.

Difatti trovarcela sarebbe stato difficile, considerando che questa fantomatica ideologia non esiste, non è altro che un pretestuoso artefatto creato per negare, ancora una volta, il pieno riconoscimento dei diritti in questione. Si tratta di una vergognosa campagna diffamatoria che, un partito che si fa portatore della più alta espressione della democrazia, avrebbe già dovuto riconoscere e contrastare da tempo.

Ci dispiace dover constatare che le promesse fatte in campagna elettorale non sono state ancora mantenute e che temi di importanza primaria vengono messi in secondo piano e usati come moneta di scambio per l’approvazione di leggi su “questioni prioritarie”, come la riforma del Senato. Le nostre vite, le nostre famiglie, i nostri figli e figlie sono altresì questioni prioritarie, dato che una democrazia è davvero tale solo quando sono rispettati i diritti di tutti gli individui, compresi quelli delle minoranze. La democrazia non è la dittatura della maggioranza, ma la difesa dei diritti di tutti. Siamo noi a essere continuamente minati da questo clima omofobo e integralista. Siamo noi coloro che portano il peso di una esistenza non riconosciuta e tutelata a pieno dalla società in cui viviamo.

Abbiamo bisogno di una politica seria e responsabile, che sappia affrontare con convinzione la lotta per i nostri diritti a livello parlamentare e locale, che non sia timida e opportunista. Pertanto ribadiamo nuovamente l’assoluta necessità di una repentina approvazione di:

LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA:
chiediamo, come minimo, l’estensione della legge Mancino, che prevede le aggravanti penali per i crimini di odio, anche a tutela delle persone lgbt e queer.

MATRIMONIO EGUALITARIO:
il disegno di legge Cirinnà attualmente in discussione in Parlamento, per quanto sia un necessario ed auspicabile passo avanti, non elimina le discriminazioni. Per questo noi chiediamo il matrimonio egualitario, vale a dire l’estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali.

UNIONI CIVILI:
ARC chiede anche unioni diverse da quelle fondate sul matrimonio, che siano riconosciute, tutelate giuridicamente e rese accessibili a chiunque, affinché si possa scegliere liberamente per sé il più rappresentativo e tutelante istituto giuridico.

ADOZIONI e FECONDAZIONE ASSISTITA:
riteniamo opportuno che siano permesse le adozioni di minori e la fecondazione assistita, sia alle persone single, sia alle coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei/lle richiedenti.

FORMAZIONE/EDUCAZIONE:
ARC chiede tutela del diritto dei giovani di ricevere una corretta formazione e una informazione esauriente, senza atti di censura o discriminazioni, per creare una cultura di vero riconoscimento di ogni espressione libera della persona, anche al fine di favorire il contrasto e il superamento delle varie forme di bullismo, in specie di quello omo-lesbo-trans-fobico. Ribadiamo con forza la necessità di tutelare la libertà di insegnamento, soprattutto di fronte agli ampi poteri discrezionali dei dirigenti previsti dal ddl di riforma sulla scuola. In concreto, occorre un’educazione sessuale completa, che non censuri l’esistenza dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere come elementi fondanti l’identità sessuale di ogni persona.

RICONOSCIMENTO DEL GENITORE NON BIOLOGICO:
ARC chiede che sul piano legale siano tutelati il diritto dei figli alla continuità affettiva con il genitore non biologico, il diritto a godere dei benefici economici e materiali derivanti dal legame con il genitore non biologico ed il diritto-dovere del genitore non biologico di prendersi cura dei figli.

NORMATIVA LOCALE E REGIONALE:
ARC chiede una legge regionale per il riconoscimento delle coppie di fatto; predisposizione decisa di piani di contrasto al bullismo e al mobbing di stampo omo-transfobico nelle scuole e nei luoghi di lavoro; sportelli di ascolto e accoglienza sulle questioni LGBT; tavoli di lavoro tra associazioni, ASL ed enti locali.

Associazione Culturale
ARC Onlus