costellazione_pavoncella

28 giugno 1969: lo Stonewall-Inn, un piccolo locale gay nel Greenwich Village, è teatro di un avvenimento che segnerà la storia. Dopo l’ennesimo raid della polizia, solita vessare, arrestare in modo arbitrario e brutalizzare gli avventori del locale, in un clima di assoluta impunità e omo-transfobia dilagante, una piccola folla si raduna davanti al bar e inizia una rivolta che diventerà un punto cardine per la lotta per i diritti delle persone lgbt.

Nel 1970 si tennero i primi Gay Pride Parade, organizzati in commemorazione dei moti di Stonewall; nonostante la grande paura per la propria incolumità, quando ancora l’omosessualità e la transessualità erano considerate ovunque una malattia, centinaia di persone scesero in piazza a marciare e mentre camminavano se ne aggiunsero altre fino a diventare migliaia. Da allora i Pride sono stati dei catalizzatori per la comunità lgbt e queer e per le associazioni che la sostengono, sono stati la celebrazione della storia dell’attivismo, il simbolo della lotta per l’uguaglianza e per la libertà di autodeterminarsi.

Dopo 46 anni di lotta e orgoglio, abbiamo capito che la diversità è un valore ma il diritto all’autodeterminazione deve essere ancora conquistato. Oggi la crisi economica europea alimenta pericolosi istinti che individuano nelle minoranze il bersaglio su cui sfogare la propria rabbia sociale. Ora più che mai occorre difendere i diritti finora riconosciuti e lanciare un preciso segnale politico affinché l’estensione di un diritto venga intesa come una conquista per tutta la società e non una sottrazione ai danni di qualcuno. È necessaria una politica che promuova una cultura della differenza, e che non affronti il tema dei diritti civili in modo svilente e riduttivo, dietro lo schermo delle cosiddette “questioni prioritarie”.

È tempo che il Parlamento italiano, in linea con buona parte d’Europa, discuta seriamente di queste tematiche:

LEGGE CONTRO L’OMO-TRANSFOBIA:
il Sardegna Pride chiede l’estensione della legge Mancino, che prevede le aggravanti penali per i crimini di odio, anche a tutela delle persone LGBT e Queer

INTERSESSUALITÀ:
il Sardegna Pride chiede che la riassegnazione chirurgica del sesso sia legata esclusivamente al consenso informato della persona nel momento in cui potrà esprimersi in merito.

MATRIMONIO EGUALITARIO:
il disegno di legge Cirinnà attualmente in discussione in Parlamento, per quanto sia un necessario ed auspicabile passo avanti, non elimina le discriminazioni. il Sardegna Pride chiede il matrimonio egualitario, come l’unico strumento per garantire parità di accesso ai diritti civili tra le persone.

UNIONI CIVILI:
il Sardegna Pride chiede anche unioni diverse da quelle fondate sul matrimonio, che siano riconosciute, tutelate giuridicamente e rese accessibili a chiunque, affinché si possa scegliere liberamente per sé il più rappresentante e tutelante istituto giuridico.

ADOZIONI e FECONDAZIONE ASSISTITA:
il Sardegna Pride chiede le adozioni di minori e la fecondazione assistita per le persone single le coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei/lle richiedenti.

FORMAZIONE/EDUCAZIONE:
il Sardegna Pride chiede tutela al diritto di corretta formazione e informazione, senza atti di censura o discriminazioni, per creare una cultura di vero riconoscimento di ogni espressione libera della persona, anche al fine di favorire il contrasto e il superamento delle varie forme di bullismo, in specie di quello omolesbotransfobico. Ribadiamo con forza la necessità di tutelare la libertà di insegnamento, soprattutto di fronte al rischio rappresentato dagli ampi poterei discrezionali dei dirigenti previsti dal ddl di riforma sulla scuola.

RICONOSCIMENTO DEL GENITORE NON BIOLOGICO:
il Sardegna Pride chiede che sul piano legale devono essere tutelati il diritto dei figli alla continuità affettiva con il genitore non biologico, il diritto a godere dei benefici economici e materiali derivanti dal legame con il genitore non biologico ed il diritto-dovere del genitore non biologico di prendersi cura dei figli.

MODIFICA DELLA L164/82:
il Sardegna Pride chiede che possa esser permessa la modifica del sesso anagrafico senza avere l’obbligo di sottoporsi alla ri assegnazione chirurgica del sesso

NORMATIVA LOCALE E REGIONALE:
il Sardegna Pride chiede: una legge regionale per il riconoscimento delle coppie di fatto; predisposizione decisa di piani di contrasto al bullismo e al mobbing di stampo omo-transfobico nelle scuole e nei luoghi di lavoro; sportelli di ascolto e accoglienza sulle questioni LGBT; tavoli di lavoro tra associazioni, ASL ed enti locali.

Coordinamento associzioni LGBT e Queer sarde: ARC, Movimento Omosessuale Sardo, Famiglie Arcobaleno, Unica Lgbt, GayNet Sardegna