Chi siamo.

Già… chi siamo? Certamente non è facile ridurre in poche righe la complessità di un quesito così profondo e sfuggente, perfino esistenziale. Si dirà: “innanzitutto siamo persone”, “ogni persona è diversa dalle altre” e “si lotta per ottenere uguali diritti”.

Vero… ma quali? L’estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali e la legge contro l’omofobia – da considerare come la più efficace difesa contro l’odio verso ogni diversità – sono davvero sufficienti per proteggere e raccogliere tutta la dignità delle persone, della loro auto-determinazione e auto-rappresentazione? Probabilmente no: così come non c’è bisogno di definirsi entro i limiti di una precisa classificazione per pretendere diritti civili, tanto meno, allora, c’è bisogno di sposarsi per essere liberamente ciò che si è!

Essere chi-si-è, dunque, coincide più probabilmente con quella fitta, sfumata e intricata serie di elementi che orgogliosamente ci appartiene e difendiamo. Quel che siamo è molto più che una espressione generica o, peggio, una lettera dell’alfabeto in un lungo (sempre più lungo!) acronimo. Ciascuna e ciascuno di noi è molto più che maschio, femmina, transessuale, lesbica, gay, etc. Neppure quella parola, queer, che per molte persone è l’ombrello che copre tutte le sfumature di chi intende liberarsi dagli schemi precostituiti, in effetti non è altro che una parola arbitraria, che vorrebbe definire chi non si vuole definire con altro.

Insomma, sembra non esserci scampo: il bello di porsi la domanda “chi siamo?” sta proprio nel fatto che una risposta definitiva non c’è! Nelle lunghe riflessioni preliminari che hanno portato alla scelta di questo tema, abbiamo maturato una convinzione entusiasmante: non un arrivo, non una partenza, ma un viaggio che continua, e a questo viaggio – nella storia del chi siamo, nella storia del movimentismo, dell’associazionismo, dell’attivismo e della liberazione del sé – abbiamo voluto dedicare la Queeresima 2015.

In fondo, abbiamo valutato che senza tentare questa indagine raminga nei significati, nel linguaggio, nelle battaglie del passato e del presente, nelle continue mutazioni di obiettivi e rivendicazioni, si rischierebbe di perdere man mano il senso stesso dell’impegno pubblico, civile, politico e associativo.

A ciascuna e ciascuno di noi il proprio “chi sono?”: buona Queeresima!