Cagliari, 27 marzo 2015

Care delegate, compagne e amiche (e, questa volta, è davvero piacevole evitare la formula di rito “amiche e amici”: possiamo tranquillamente utilizzare un ampio femminile che comprenda tutte e tutti i presenti), sono Carlo Dejana, il Presidente dell’Associazione ARC, l’associazione di cultura e di volontariato lgbtq di Cagliari.

Sono qua per portarvi i saluti miei e di tutta l’Associazione, e per ringraziarvi. Vi ringrazio innanzitutto per aver scelto Cagliari come sede per il vostro VII Congresso Nazionale: reputo infatti sia un segno di interesse e rispetto per una terra bella e orgogliosa come la nostra, una terra che non sempre si mostra – diciamo così – di “semplice accesso” per le associazioni nazionali. D’altronde, è significativo che, a dimostrazione del nostro fiero localismo, in Sardegna operino diverse associazioni lgbt, tutte indipendenti, tra le quali il M.O.S. – Movimento Omosessuale Sardo, che esiste ormai da oltre 20 anni a Sassari, e noi che, nel nostro piccolo, operiamo da 13 anni a Cagliari. Altre ancora operano a Olbia e piccoli germogli sono presenti anche nell’entroterra: ci auguriamo che questo fermento cresca e produca ovunque buoni frutti. Tutte queste realtà sono poi legate nel Coordinamento del Sardegna Pride e questo è il più importante obiettivo di politica territoriale ottenuto negli ultimi anni.

Quando, alcuni mesi fa, Anna – nostra carissima socia e amica di lunga data – ci ha parlato dell’ipotesi che si tenesse qui a Cagliari il vostro Congresso, è riuscita subito a trasmetterci il suo entusiasmo ed ha innescato quel processo che ha portato le nostre intrepide volontarie, e con loro naturalmente l’Associazione tutta, a realizzare la settimana di iniziative che incornicia la vostra Assemblea Nazionale, a cui hanno scelto di dare il titolo Le lesbiche si raccontano: grazie a questa grande iniziativa, mercoledì abbiamo presentato la graphic-novel di Mabel Morri; ieri abbiamo proiettato e discusso il film Appropriate Behaviour, a cui credo abbiano partecipato diverse di voi; sabato saremo invece impegnate in un convegno con le mitiche BadHole, Le Cose Cambiano, Marta Magni e le giornaliste de “La donna sarda”, e a seguire non ci faremo mancare un bel concerto e una imperdibile festa di autofinanziamento, in cui vorremmo foste tutte presenti perché sarà il modo migliore per celebrare le fatiche del vostro Congresso e socializzare; per finire, domenica si dedicheremo all’ultimo film, Zoe Misplaced tradotto e sottotitolato sempre grazie all’impegno delle nostre ragazze. Questa settimana di iniziative è stata realizzata in parte, naturalmente, per omaggiare il vostro Congresso; in parte, però, per approfittare di questa bella occasione proprio per dare visibilità e parlare delle tematiche femminili e lesbiche con tutta la cittadinanza.

Ma c’è un secondo motivo per cui vorrei ringraziarvi. Vedete, noi di ARC da quattro anni promuoviamo un’iniziativa di cui siamo molto orgogliosi e a cui partecipano decine di associazioni, comuni e realtà di tutta l’Isola: è la Queeresima, quaranta giorni di eventi che vanno dalla Giornata Mondiale contro l’Omotransfobia (il 17 maggio) fino al Pride (il 28 giugno).

Ogni anno, la Queeresima ha un tema portante (finora abbiamo affrontato le problematiche inerenti l’omofobia internazionale e di stato; la tematica transgender; quella delle nuove, tante famiglie che cambiano; il rapporto tra religioni e omofobia): quest’anno, invece, il tema scelto è un po’ più intimo, e riguarda ciò che abbiamo voluto chiamare il “chi siamo“. Esplorare la nostra soggettività in quanto individui lgbt e queer, in quanto comunità, e prima ancora in quanto persone. Analizzare il come ci definiamo e auto-rappresentiamo è infatti fondamentale per poi potersi relazionare con gli altri, farci conoscere e comprendere, e rivendicare quei diritti che ci spettano in quanto gay, lesbiche e trans, ma prima ancora in quanto esseri umani. Dunque, partiremo proprio dalle categorie che ci definiscono, da quella sigla “L.G.B.T.” a cui ogni anno sembra aggiungersi una nuova lettera… ormai per essere politicamente corretti si dovrebbe usare la sigla l.g.b.t.q.i.a.!

Ecco, in un periodo in cui tutti i giorni sentiamo qualche esponente dei movimenti religiosi e di destra scagliarsi contro fantomatiche e inesistenti “ideologie gender”, nel momento in cui associazioni per la difesa della cosiddetta “vera famiglia” (disconoscendo che siamo famiglie anche noi!) impediscono e strumentalizzano qualsiasi tipo di intervento nelle scuole contro il bullismo e gli stereotipi di genere, il vostro documento politico di cui, forse, non condividiamo pienamente tutto, ma che fotografia con molta chiarezza la situazione politica e sociale italiana, ha dei passaggi che abbiamo letto con grande interesse (penso soprattutto alla parte in cui si analizza cosa significhi essere lesbiche oggi e come ArciLesbica si rapporti con il termine “queer” e con ciò che esso rappresenta, o al contributo inerente l’intersessualità). Ecco: sono sicuro che il vostro documento e il vostro Congresso ci offriranno grandi spunti per quel percorso di auto-definizione e rappresentazione che, oggi più che mai, ci è necessario (ed è necessario a tutta la società), che noi ci apprestiamo ad attraversare lungo i quaranta giorni di Queeresima.

Quindi, ringraziandovi ancora, vi porgo i migliori auguri per i lavori del Congresso da parte di tutta l’ARC e della comunità cagliaritana,

Carlo Dejana
Presidente ARC

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