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ore 19: gemellaggio con Sicilia Queer Film Fest: incontro sulla produzione e distribuzione del cinema a tematica lgbt e queer in Italia, con particolare focus sulla Sicilia e la Sardegna, insieme a Tatiana Lo Iacono, direttrice del Sicilia Queer FF e Presidente della Giuria di USN|expo 2014; Sebastiano Riso, regista del film “Più buio di mezzanotte” (Semaine de la critique Festival di Cannes 2014) e Davide Cordova, in arte Fuxia, a cui è ispirato il film;

ore 20: buffet nel foyer;

ore 20.30: proiezione del quarto cortometraggio in finale per il Premio del Pubblico 2014;

ore 21: proiezione del lungometraggio in anteprima per la Sardegna Più buio di mezzanotte (di Sebastiano Riso – Italia – 2014, 94’ – subt. Ita.) alla presenza del regista, e discussione;

poster_piu_buio_di_mezzanottePiù buio di mezzanotte

di Sebastiano Riso
94′, Italia, 2014

Unico film italiano presente alla 53ma Semaine de la Critique del Festivaldi Cannes 2014, così presentato dal selezionatore Charles Tesson: “Questo film, opera prima del giovane cineasta italiano Sebastiano Riso che, con le tonalità di Pasolini e le sue poetiche, segue il percorso iniziatico di un ragazzo che aspira a diventare cantante e fugge dalla famiglia. Nel suo percorso incrocia una folla di personaggi insoliti, colorati, travestiti alla ricerca di un’identità”. Il film è ispirato alla vita di Davide Cordova, un ragazzino che 30 anni fa decise di fuggira da Catania e dopo una vita assai tribolata ma che gli ha permesso di essere se stesso, è diventatao famoso come Fuxia, drag queen animatrice del locale romano Muccassassina, cantante, attore, costumista, personaggio tv in celebri show come Costanzo Show, Grande Fratello, Markette dove era – come al Parlamento – il segretario (“portaborsette”) di Vladimir Luxuria. Il regista Sebastiano Riso, autore cresciuto in teatro (con Nando e Paola Greco, poi con Emma Dante, scuola di cinema a Roma, master con i Cahiers du cinema, assistente di Faenza e in serie tv), ha dichiarato alla stampa: “Per il mio film ho pensato più a Genet che a Pasolini. Non ho voluto raccontare una storia turpe, ci sono prostitute, vagabondi, persone che vivono di espedienti, reietti, ma abbiamo dato a questi ragazzini un odore di santità, di purezza. Non è un film cupo, ci sono ironia e speranza. La storia del film è incentrata su un periodo della vita di Davide, quella tra i 14 e i 16 anni. Un’età simbolo in cui si è ragazzini ma proiettati verso l’età adulta. Mi interessa la mutazione che si vive in quegli anni. Ho incontrato il vero Davide in aeroporto a Catania e mi ha raccontato la sua vita. Ho pensato che fosse davvero un film. La storia di un gruppo di “diversi”, omosessuali, trans e una ragazza cacciata di casa perché incinta, che si ritrovano a vivere insieme e ad affrontare alcune scelte. Il mio è un film dedicato a tutti coloro che vivono coraggiosamente lottando per affermare la loro identità ‘non conforme’, vittime di una società che del diverso ha paura” […] (cinemagay.it)


[ingresso gratuito con tessera ARC-ARCinema F.I.C.C. 2014/15]