Questo è il documento che le attiviste e gli attivisti di ARC volantineranno mercoledì 9 luglio, tra le ore 20 e le ore 21, in piazza Costituzione e a sul Bastione Saint Remy, a Cagliari.

È nostra convinzione che il vigore dei movimenti oscurantisti che si agitano in questi mesi in Italia si nutra sostanzialmente del “chiasso” scatenato, intorno a essi, da media e opinione pubblica (anche di quella a essi contraria). ARC ritiene invece prioritario relegare, pacificamente, queste posizioni alla dimensione che è loro naturale, cioè quella minima.

Anche per questo continuiamo a invitare tutte e tutti a non prendere in considerazione alcun comportamento aggressivo o violento nei confronti di alcuno.

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Secondo l’articolo 2, comma 2 del proprio Statuto, l’Associazione Culturale ARC è “un’organizzazione democratica, pacifista, ecologista, antirazzista, antitotalitaria, antifascista, libertaria e avversa al neo liberismo”. Nessuna persona, pertanto, sarà mai coerente con i principi e lo spirito di ARC se intenderà raggiungere obiettivi attraverso la violenza o la negazione del diritto di espressione e di parola.

Tuttavia, visto che all’articolo 3 l’ARC, fra gli altri scopi, in un clima di dialogo e solidarietà, intende sia lottare contro ogni forma di discriminazione, sia tutelare i diritti delle persone l.g.b.t., appare opportuno precisare quanto segue.

Nessuna tra le leggi in discussione nelle aule del Parlamento Italiano costituirà una fattispecie di reato per chi sostiene pubblicamente la visione etero-tradizionale della famiglia. D’altra parte, l’esperienza dei paesi della Comunità Europea, escluse Italia e Grecia che non hanno leggi in materia di unioni civili né di protezione dall’omofobia, ha dimostrato che sia il matrimonio fra persone omosessuali, sia la protezione dalla violenza contro le minoranze non hanno impedito alle persone non omosessuali di sposarsi, né pregiudica il benessere dei loro figli. Insomma: la specie non è in pericolo! Sono in pericolo, invece, le migliaia di persone omosessuali e transessuali che vivono nei paesi in cui essere tali è un reato, punito anche fino alla morte.

Se la specie non è in pericolo, visto che nel mondo c’è abbastanza spazio per tutte e tutti, e se i movimenti l.g.b.t. non hanno mai fatto una battaglia contro i matrimoni eterosessuali, perché esiste chi vuole impedire il matrimonio omosessuale? Non lo sappiamo. Ma ARC ha il compito di prendere le distanze da azioni e da obiettivi che vengono falsamente ricondotti ai movimenti l.g.b.t. e continuerà a rappresentare un pacifico e silenzioso presidio di solidarietà, dialogo e diritti per tutte e tutti.

ARC resta sempre disponibile a incontrare pubblicamente chiunque abbia da esprimere il proprio punto di vista.

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