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Stasera prende il via USN|expo Sardinia Queer Short Film Festival, alle 20.30 al Cienteatro “Nanni Loy”, con la proiezione del primo dei sei corti arrivati in finale per il Premio del Pubblico e il primo film, “The Parade” (di Srdjan Dragojevic, Serbia – 2011, 115’ -subt. ita).Ma dalla Russia arrivano terribili notizie. Questo il comunicato appena pubblicato del Side by Side LGBT International Film Festival a cui, come sapete, siamo gemellati fin dall’inizio dell’organizzazione di questa edizione di Uno sguardo normale.

 

“Come conseguenza del secondo tentativo avvenuto ieri (23 novembre 2013) di boicottare il festival e a seguito dell’ennesima telefonata anonima sulla presenza di una bomba lasciata al teatro ‘Co_working: Zona deistviya (Loft Progect), gli organizzatori del Side by Side sono stati costretti a riprogrammare le proiezioni di domenica. Questa decisione è stata presa in seguito al rifiuto del ‘Co_working: Zona deistviya’ (Loft Progect) di collaborare ulteriormente con il Side by Side. Gli organizzatori si stanno concentrando sui prossimo eventi della settimana e prenderanno le contromisure necessarie per evitare ulteriori boicottaggi. Continuate a controllare il sito web e i social network per le novità (http://www.bok-o-bok.ru/)

 
ARC e tutto lo staff di USN si preparano a mobilitare l’intero festival in difesa del Side-by-Side e perché questa oscena deriva della situazione russa sia conosciuta e compresa anche qui a Cagliari, in Sardegna e in Italia, in cui poco e nulla si dice riguardo all’istituzionalizzazione dell’omofobia di Stato da parte di Vladimir Putin (che domani sarà in Italia, a Trieste e contro cui le associazioni già preparano importanti proteste di piazza) e del suo governo autoritario. Vi aggiorneremo passo passo.

The Parade

di Srdjan Dragojevic

Serbia/Germania/Croazia/Ungheria/Slovenia – 2011
115’ – subt. ita

 

The_ParadeLimun è un ex eroe di guerra serbo, un insegnante di judo e un macho delinquente e omofobo alla vigilia delle seconde nozze con Biserka, ragazzona appariscente dalla mente aperta e dall’animo non violento. Una serie di circostanze, ma soprattutto l’aut aut della fidanzata, impongono a Limun di affidare l’organizzazione del matrimonio all’omosessuale Mirko e al suo partner Radmilo, un veterinario. In cambio del servizio, Limun e i suoi muscolosi sodali scorteranno la parata del gay pride, visto il rifiuto della polizia, per salvare i manifestanti da un pestaggio assicurato. Peccato che i sodali, più ottusi del capo, si neghino in massa, obbligando Limun e Radmilo ad andare in cerca di un trio di ex nemici di guerra, tanto violenti quanto affidabili. Si potrebbe esordire dicendo: “ci sono un serbo, un bosniaco, un croato e un albanese…”, ma non è certo una barzelletta quella scritta e diretta dal poeta e regista Srdjan Dragojevic, bensì un film importantissimo, che racconta una tragedia per mezzo di una perfetta sceneggiatura comica. Sfruttando non pochi clichés in fase iniziale di presentazione dei caratteri, il film pian piano se ne scarta e procede con ritmo, strappando il riso e il sorriso, cavalcando la formula farsesca della strana coppia durante il viaggio di reclutamento, che poi si allarga a “mucchio selvaggio” nelle sequenze che vedono la convivenza sotto lo stesso tetto di raffinati e buzzurri. Ma c’è anche la commedia goliardica, quella sentimentale tra padre e figlio, mentre manca, fortunatamente, la tentazione di abbandonare questa strada prima del tempo, ovvero prima del finalissimo. Limun cambierà il suo modo di vedere le cose il giorno in cui sarà in grado di vedere Ben Hur con altri occhi ed è chiaro che l’auspicio di Dragojevic è che The Parade possa funzionare allo stesso modo, specialmente in patria, dove il primo Pride senza morti ha sfilato a Belgrado soltanto nel 2010. Si tratta di un film mosso da un sentimento civile, coprodotto da Serbia, Croazia, Macedonia, Montenegro e Slovenia, che aspira dunque a parlare ad un pubblico vasto, il più possibile, e per questo non si affida troppo a sottotesti o allusioni. Eppure, ad un livello estremamente esplicito e volutamente comunicativo, i dialoghi sono brillanti e non banali, la critica alle istituzioni diretta (la polizia corrotta in Serbia, gli americani clienti del mercato nero di eroina in Kosovo), la commedia perfettamente orchestrata. Premio del pubblico a Berlino 2012, sezione Panorama.