Trilogia in omaggio a Giuseppe Bertolucci con Antonio Piovanelli
L’ultimo appuntamento dell’associazione Tersicorea
Dal 28 al 30 dicembre allo spazio T.Off di Cagliari
ore 20,30
In Il pratone del Casilino la voce di Pier Paolo Pasolini introduce un monologo che ha per protagonista Carlo, alter ego del poeta, ambientato in uno spazio desertico dall’aspetto quasi lunare: una distesa di sabbia sotto un cielo stellato. L’uomo mette in scena una sorta di liturgia erotica confinante nell’ansia autodistruttiva: si offrirà a venti ragazzi di strada, prima che uno spettacolare tramonto, che ricorda le forti tinte dei melodrammi di Sirk o Kazan, metta fine all’intera vicenda.
«Questo monologo tratto da Petrolio – ha scritto Bertolucci – costituisce un’involontaria trilogia dedicata a tre straordinari autori italiani del Novecento: Pier Paolo Pasolini, Giorgio Caproni e Carlo Emilio Gadda. Nella mia esperienza, il monologo teatrale ha ruotato sempre attorno al rapporto esclusivo (e un po’ ossessivo) con un attore, col quale si riescono a determinare le condizioni rare e irripetibili di una sorta di strano rito. Vorrei soprattutto che lo spettacolo fosse una celebrazione teatrale di quel meraviglioso “sacrificio letterario” che Pasolini ha compiuto, per anni, nel chiuso della sua mente e della sua scrittura».
Nei giorni successivi, il 29 e 30 dicembre, andranno in scena sempre allo spazio T.Off alle ore 20:30 gli spettacoli Casa D’altri, per la regia di Giuseppe Bertolucci e Odor di cipria per la regia di Antonio Piovanelli, con la coreografia di Simonetta Pusceddu e sul palco lo stesso Piovanelli con la danzatrice Erika Di Crescenzo
Tratto dal romanzo di Silvio D’Arzo, allestito e diretto da Bertolucci (per l’interpretazione di Antonio Piovanelli, attore che ha lavorato con registi del calibro di Luchino Visconti, Giorgio Strehler i fratelli Taviani, e Alberto Lattuada) in memoria del padre per celebrare il “gemellaggio poetico” postumo tra due figli di una stessa terra e due grandi interpreti del Novecento italiano, Casa d’altri è il racconto “che mio padre mi aveva fatto leggere fin dall’adolescenza, ora sotto forma di monologo per me è come una preghiera”, spiega Giuseppe Bertolucci.
Ritenuto “perfetto” da Eugenio Montale, Casa d’altri è infatti considerato uno dei racconti più intensi del ‘900 per la sua capacità di toccare nel profondo il senso della vita. Ricco di una straordinaria potenzialità drammaturgica, è stato portato al pubblico attraverso letture (Marco Baliani), radiodrammi, trasposizioni cinematografiche (Blasetti) e teatrali (Silvio Castiglioni e Andrea Nanni) ma trova nuovi destinatari e nuove modalità di messa in scena e di fruizione nell’elaborazione di Bertolucci.
Dall’opera poetica Stornello di Giorgio Caproni, Odor di cipria attinge dal grande, struggente e severo canzoniere d’esilio: viaggio nel tempo, nello spazio e nella nebbia ricordando la madre e la terra; viaggio nel tunnel dell’assenza di Dio assaporando l’amaro trionfo della sua scomparsa, viaggio nell’antimateria capovolgendo (e celebrando con raggelata e affettuosa ironia) gli appuntamenti, i riti, le cerimonie dell’ovvietà quotidiana. La scrittura coreografica di Simonetta Pusceddu crea per la scena personaggi antitempo, antimateria, antiluogo, un immaginario e creature di un mondo insieme femminile e maschile.



