Cari tutti dell’Associazione Culturale ARC, è con grande piacere che Agedo partecipa al primo pride sardo.

Per noi il pride assume valenze ancora più cariche di significato rispetto a voi figli che dimostrate in questa giornata l’orgoglio e la visibilità delle persone omosessuali e transessuali. Per noi genitori di Agedo essere al pride con i nostri figli è dimostrare loro che noi siamo e saremo con loro dovunque essi siano, perchè il compito dei genitori è stare con i propri figli specialmente in una nazione che in barba a tutte le leggi costituzionali e a tutti i trattati europei relega le persone omosessuali e transessuali a rango di cittadini di serie b.

Al di là della festa colorata e spensierata come deve essere quella del pride noi vogliamo dire e sottolineare a chi ci governa che non siamo riuniti qui solo per far festa; poichè nel giorno che confusi tra la folla del pride centinaia di persone che non avrebbero mai il coraggio di essere se stessi sentono la vicinanza degli altri escono allo scoperto per dire al nostro paese che non c’è nulla di cui vergognarsi perchè la dignità della persona va oltre il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere. Il diritto di essere se stessi e il diritto alla propria affettività è la prima e insostituibile condizione per essere felici.

E noi genitori di Agedo in ogni occasione e da ogni palco alziamo alta la voce verso chi ci deve garantire questi diritti, dico diritti uguali e non piccole leggi per soddisfare interessi elettorali. Voglio essere più chiara: noi chiediamo a viva voce il diritto al matrimonio il baluardo che garantisce ai nostri figli la possibilità di una vita affettiva uguale a quella delle persone eterosessuali; chiediamo l’estenzione della legge Mancino per il reato di omofobia, il paese paga ogni giorno un tributo per la mancanza di questa estenzione; abbiamo già avuto le nostre vittime e non ne vogliamo più: in Cile ce l’ha raccontato di persona Ivan Zamudio papà di Daniel Zamudio barbaramente assassinato perchè omosessuale è stata varata la legge contro l’omofobia che porta il nome del ragazzo assassinato, legge che giaceva nel parlamento da ben 7 anni. Noi non vorremmo avere in italia una legge con un cognome, perchè se cosi fosse dovremmo pensare che uno dei nostri figli è morto, noi vorremmo solo i nostri sacrosanti diritti.

Mi rivolgo inoltre a tutti i genitori di questa meravigliosa isola che è la Sardegna, mi rivolgo all’orgoglio millenario del popolo sardo, non è una vergogna avere un figlio omosessuale o transessuale, ma noi papà e mamme che abbiamo messo al mondo questi figli se non li amiamo noi chi può amarli, se non li difendiamo noi chi puo difenderli e allora a viso scoperto dopo averli abbracciati in questo abbraccio collettivo schieriamoci al loro fianco.

Presto spero riusciremo a ricreare anche da voi almeno un piccolo punto di ascolto e di visibilità. La politica si sa è fatta di numeri e se saremo numerosi ci ascolteranno.
Vi abbraccio tutti e buon Pride!

Rita De Santis
presidente nazionale AGedO
associazione genitori di omosessuali