Bassano del Grappa / Cagliari / Napoli: ecco i comunicati stampa di reciproca adesione e sostegno per i tre Pride del 30 giugno 2012!

Da Bassano del Grappa: «30 Giugno 2012 – BASSANO DEL GRAPPA / CAGLIARI / NAPOLI Tre città, tre PRIDE uniti e gemellati. Il Circolo Tondelli LGBT sostiene e aderisce al Cagliari Pride 2012.
Lo facciamo convinti che seppure lontani geograficamente, siamo vicini negli intenti e nell’entusiasmo con il quale portiamo avanti le nostre rispettive manifestazioni. Abbiamo condiviso questo amichevole sostegno anche telefonicamente, ce lo siamo ripetuto a voce per rendere più veritiero questo momento, e per meglio comprendere quanto siamo tutti sullo stesso percorso verso un obiettivo comune. Da noi quindi, popolo LGBT, un esempio del saper unire, del saper stare uniti nella rivendicazione di diritti, per essere noi tutti autenticamente cittadini delle nostre città e del nostro paese. L’Italia dei diritti non conosce divisioni. Felice Pride a tutti i partecipanti, il 30 giugno l’Italia sarà più unita».

Da Napoli: «30 Giugno 2012 – BASSANO DEL GRAPPA / CAGLIARI / NAPOLI L’Unità di Italia non conosce differenze, un solo popolo un solo Rainbow a sostenere i Diritti Civili ed i Diritti Umani delle persone Lesbiche Gay Bisex Transgender da Bassano del Grappa a Napoli passando per Cagliari. Il Coordinamento Napoli Pride e l’associazione i Ken di Napoli aderiscono e sostengono moralmente il Pride di Cagliari perchè l’orgoglio LGBT passa sopratutto attraverso la promozione sociale che avviene nelle province del nostro Paese principalmente in quelle dove sono presenti forze politiche e sociali avverse e contrarie al nostro Amore ed alle nostre Famiglie. Auguriamo a tutti e tutte voi un grandioso ed orgogliosissimo Pride del 30 giugno, uniti contro il pregiudizio vinceremo»

Da Cagliari: «L’Associazione ARC Cagliari aderisce e sostiene moralmente il Pride di Bassano del Grappa e il Pride di Napoli. A tutti i nostri fratelli e a tutte le nostre sorelle che festeggeranno domani il loro orgoglio auguriamo un Pride sereno, gioioso e tante soddisfazioni per questa importante manifestazione di cui speriamo, un giorno, di non aver più bisogno per rivendicare i nostri diritti. Felicissimi di questi gemellaggi, mandiamo al Circolo Tondelli LGBT di Bassano del Grappa, al Coordinamento Napoli Pride e all’associazione i Ken di Napoli un saluto fraterno da parte di tutte e tutti noi».

Comunicato stampa approvazione registro unioni civili Comune di Cagliari

Pubblicato il 27 giugno 2012, nella rubrica: Comunicazioni | Commenti: 2

L’associazione culturale ARC, dopo dieci anni di impegno e di attivismo sul fronte dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender, apprende con grande soddisfazione l’approvazione del registro delle unioni civili e delle convivenze da parte del Consiglio Comunale di Cagliari.

Alla vigilia del primo Pride della Sardegna, Cagliari dimostra di essere una città che vuole davvero svoltare pagina e, in attesa di leggi nazionali che riconoscano una reale ed effettiva parità di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, si allinea all’esperienza di tante altre città italiane ed europee.

Nonostante le polemiche scatenate da sparute realtà intolleranti e retrograde, il Sindaco e il Consiglio di Cagliari hanno dimostrato di voler tener fede al programma presentato agli elettori ormai un anno fa. Consapevoli che si tratta solo di un primo, per quanto importante, passo e che tanti altri dovranno seguire nella strada della piena parificazione e del riconoscimento, siamo fiduciosi che l’Amministrazione proseguirà con tutti gli atti concreti necessari per un reale ed equo ampliamento dei diritti.

Ottenuto questo bel risultato, ARC è ancora più felice di celebrare con tutta la cittadinanza di Cagliari il primo Pride della città, dando a tutte e tutti appuntamento sabato 30 giugno alle ore 16,30 alla prima fermata del Poetto!

ARC
Associazione culturale GLBT
Cagliari

L’AGedO per il Pride Cagliari 2012

Pubblicato il 26 giugno 2012, nella rubrica: Comunicazioni | Commenti: 0

 

Cari tutti dell’Associazione Culturale ARC, è con grande piacere che Agedo partecipa al primo pride sardo.

Per noi il pride assume valenze ancora più cariche di significato rispetto a voi figli che dimostrate in questa giornata l’orgoglio e la visibilità delle persone omosessuali e transessuali. Per noi genitori di Agedo essere al pride con i nostri figli è dimostrare loro che noi siamo e saremo con loro dovunque essi siano, perchè il compito dei genitori è stare con i propri figli specialmente in una nazione che in barba a tutte le leggi costituzionali e a tutti i trattati europei relega le persone omosessuali e transessuali a rango di cittadini di serie b.

Al di là della festa colorata e spensierata come deve essere quella del pride noi vogliamo dire e sottolineare a chi ci governa che non siamo riuniti qui solo per far festa; poichè nel giorno che confusi tra la folla del pride centinaia di persone che non avrebbero mai il coraggio di essere se stessi sentono la vicinanza degli altri escono allo scoperto per dire al nostro paese che non c’è nulla di cui vergognarsi perchè la dignità della persona va oltre il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere. Il diritto di essere se stessi e il diritto alla propria affettività è la prima e insostituibile condizione per essere felici.

E noi genitori di Agedo in ogni occasione e da ogni palco alziamo alta la voce verso chi ci deve garantire questi diritti, dico diritti uguali e non piccole leggi per soddisfare interessi elettorali. Voglio essere più chiara: noi chiediamo a viva voce il diritto al matrimonio il baluardo che garantisce ai nostri figli la possibilità di una vita affettiva uguale a quella delle persone eterosessuali; chiediamo l’estenzione della legge Mancino per il reato di omofobia, il paese paga ogni giorno un tributo per la mancanza di questa estenzione; abbiamo già avuto le nostre vittime e non ne vogliamo più: in Cile ce l’ha raccontato di persona Ivan Zamudio papà di Daniel Zamudio barbaramente assassinato perchè omosessuale è stata varata la legge contro l’omofobia che porta il nome del ragazzo assassinato, legge che giaceva nel parlamento da ben 7 anni. Noi non vorremmo avere in italia una legge con un cognome, perchè se cosi fosse dovremmo pensare che uno dei nostri figli è morto, noi vorremmo solo i nostri sacrosanti diritti.

Mi rivolgo inoltre a tutti i genitori di questa meravigliosa isola che è la Sardegna, mi rivolgo all’orgoglio millenario del popolo sardo, non è una vergogna avere un figlio omosessuale o transessuale, ma noi papà e mamme che abbiamo messo al mondo questi figli se non li amiamo noi chi può amarli, se non li difendiamo noi chi puo difenderli e allora a viso scoperto dopo averli abbracciati in questo abbraccio collettivo schieriamoci al loro fianco.

Presto spero riusciremo a ricreare anche da voi almeno un piccolo punto di ascolto e di visibilità. La politica si sa è fatta di numeri e se saremo numerosi ci ascolteranno.
Vi abbraccio tutti e buon Pride!

Rita De Santis
presidente nazionale AGedO
associazione genitori di omosessuali

Ultimi appuntamenti della Queeresima e… PRIDE!

Pubblicato il 25 giugno 2012, nella rubrica: Comunicazioni, Eventi | Commenti: 0

Ecco gli ultimissimi appuntamenti che chiudono questa straordinaria esperienza della Queeresima 2012:

> giovedì 28 giugno, ore 19 in piazzatta San Sepolcro (CA): presentazione del libro “La vera storia dei miei capelli bianchi” di Anna Paola Concia. Organizzata da PD Sardegna, insieme ad ARC e Officina Sociale, all’interno di Queeresima – Pride 2012. Moderata dalla giornalista Paola Pintus, il libro viene presentato da Caterina Pes. L’occasione sarà importante per commentare il libro e dibattere sul tema dei diritti civili col segretario del PD Silvio Lai e col Sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Interverranno tra gli altri Amalia Schirru, Alessandra Pili e Gianluigi Piras.
Link evento: https://www.facebook.com/events/429795903709829/

> venerdì 29 giugno, ore 20.30, Go Fish New Concept (via Venturi, CA): «PorNoGay» è il nuovo spettacolo di Ga’&Andrea Ibba Monni per Ferai Teatro. Viene definito il fratellastro gay di «Snuff: pornografia allo stato impuro» perché condivide con l’altro spettacolo della compagnia quartese la stessa origine: rifiuto della censura, rigetto del perbenismo, onestà intellettuale e necessità di portare in scena qualcosa di estenuante; però a differenza dello spettacolo che parla di morte citando la vita, «PorNoGay» parla di omofobia parlando di omosessualità. Si ride e si piange, ci si incazza e ci si eccita in un susseguirsi di scene incarnate da due attori e due attrici della compagnia Ferai: Julinha Delirio e Ilenia Vegetatiamo Cugis insieme a Ga’ e Andrea Ibba Monni (che sono anche autori e registi della piece, oltre che direttori artistici della compagnia). Inoltre, solo per Arc, in scena venerdì 29 giugno per la prima assoluta di «PorNoGay» ci saranno Rosy Cao (anima della discoteca LGBTQ «Go Fish»), La Trave nell’Okkio, una delle più celebri e apprezzate drag queen sarde e a grande richiesta il performer Samminh’ Carretta. Saranno inoltre presenti Alessandra Leo, Felice Montervino, Enzo Parodo, Anna Pia, Vanessa Podda, Trip Sardinia.
Link evento: https://www.facebook.com/events/332718346805236/

> sabato 30 giugno, a partire dalle ore 16, tra Marina Piccola e la Prima fermata del Poetto… PRIDE CAGLIARI 2012!
Link evento: https://www.facebook.com/events/440431192648184/

Paola Concia a Cagliari per la Queeresima e il Pride!

Pubblicato il 25 giugno 2012, nella rubrica: Eventi | Commenti: 0

 

Risposta alla lettera del prof. Macaluso

Pubblicato il 22 giugno 2012, nella rubrica: Comunicazioni | Commenti: 8

 

Rispondiamo alla lettera del prof. Macaluso con un misto di stanchezza e senso di responsabilità: stanchezza, perché le posizioni da lui espresse sono le solite che ancora si possono sentire – magari con parole diverse – nei peggiori ricettacoli reazionari e omofobi; senso di responsabilità, invece, perché queste parole vengono da un docente – e di filosofia per giunta! – e dunque da una persona che ha a che fare quotidianamente con l’educazione delle nuove generazioni di cittadine e cittadini. Questo rende molto più inquietante e grave il valore delle sue considerazioni. Il Professore dovrebbe ben sapere, infatti, che quelle che esprime non sono solo ininfluenti opinioni personali, ma precisi argomenti usati storicamente e politicamente per aizzare il disgusto, l’intolleranza e l’odio contro le persone omosessuali e transessuali e loro vite: l’omofobia consiste proprio in questo. E non ci può nascondere dietro una pretesa biunivocità del “rispetto”: vanno forse rispettate le considerazioni di fastidio e odio verso le etnie diverse dalla nostra? Verso le altre religioni? Verso qualsiasi minoranza, quale che sia, che non risponda ai nostri canoni? No. Non si offre rispetto a queste “opinioni”: più semplicemente, si parla di razzismo. Interi e drammatici progetti politici, che hanno umiliato più volte la civiltà umana, sono stati costruiti sul razzismo. Le parole del Professore sono quindi banalmente questo: razziste e omofobe. Libero di esprimerle, per carità: ma non pretenda che non le si bolli per quello che sono, cioè omofobe.

Poi, ahinoi, il Professore fa gran confusione tra questioni di genere e procreazione, di orientamento, di moralità e, addirittura, “decoro”; mescola argomenti sulla presunta innaturalità dell’atto fisico omosessuale (ma viene smentito dalla stragrande maggioranza delle ricerche scientifiche, che annota la normalità dei comportamenti omosessuali nelle specie animali diverse da quella umana) ad altri sull’immoralità e la mancanza di decoro di quei comportamenti (segno di malafede teoretica, poiché la morale e il “pubblico pudore” sono frutto della cultura e non certo innati, e allora le morali sono tutte diverse in base alle culture di appartenenza e possono essere cambiate, vivaddio!, nei processi di evoluzione sociale). Insomma: il Professore fa, più o meno consapevolmente, confusione e cerca di mascherare il suo plateale ribrezzo contro l’omosessualità tout court con pretese ragioni logiche.

Resta allora il dispiacere che a sentire questa esigenza di manifesta omofobia sia uno studioso di filosofia: ha perduto la memoria e il piacere dell’esempio classico? O forse non ha mai avuto stima di Omero, di Saffo e Platone? Solo per citare quest’ultimo, nel tanto evocato Simposio, raccontava per bocca di Aristofane e per mezzo del mito dell’Androgino, proprio della naturalità dell’amore sia nella sua forma eterosessuale, sia nella sua forma omosessuale maschile e femminile. Pare insomma che i filosofi di ieri siano stati molto più moderni e arguti dei professori di oggi.

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