Lettera pubblica del candidato sindaco del Comune di Cagliari Massimo Zedda all’ARC

Ho la tessera dell’Arc da molti anni, e i più “vecchi” dell’associazione lo sanno. Potranno dirvi loro, meglio di me, come sia sempre stato vicino alle vostre battaglie. Insieme abbiamo discusso la proposta per l’istituzione del registro delle unioni civili che ho presentato sia in Consiglio comunale che in Consiglio regionale. L’ultima volta che ne abbiamo parlato è stato prima delle elezioni primarie, in gennaio: quelli che c’erano, in quella occasione, ricorderanno l’incontro nella nostra sede comune in via Puccini.

Adesso la sfida è più grande: sono candidato sindaco del centrosinistra anche grazie al vostro aiuto in quei mesi. A molti sembrava una cosa impossibile. Noi ci credevamo allora e ci crediamo ora. Crediamo nella possibilità di fare di Cagliari una grande città a partire dalle persone che qui vivono, lavorano, lottano ogni giorno. “Ora tocca a tutte le Cagliari che ci sono” significa proprio questo, che nessuno deve sentirsi escluso da questa crescita.

Dico “una grande città” pensando a una Cagliari europea: dove non esistano discriminazioni per orientamento sessuale o religioso, per età o per censo. E’ nel mio dna, prima come persona e poi come politico. È il motivo per cui non è semplice scrivere queste poche righe: non amo parlare di quote rosa, di rottamatori, di disabili, di anziani o bambini, di lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Non lo amo perché non vedo quale differenza debba esserci rispetto a quando parlo di persone, e in questo caso specifico di cittadini.

E però so anche che è difficile nel nostro Paese – e spesso anche a Cagliari – essere bambini, disabili, anziani, giovani donne e giovani uomini, gay, bisessuali, lesbiche o transgender. Ne abbiamo testimonianza tutti i giorni, con le parole di premier e ministri vari. Spesso anche di parlamentari che dovrebbero difendere alcuni diritti più di altri. E’ difficile perché serve un cambiamento culturale generale, che riguarda tutti.

Serve ripensare la nostra città, in tutti i sensi, e serve la partecipazione di tutti: ognuno con le proprie esperienze, il proprio bagaglio, le proprie idee. Serve conoscere la condizione di vita delle persone, capirne i bisogni, favorire il confronto per stimolare la conoscenza. Quella che vi chiedo è una mano per realizzare questo. In mezzo ci saranno le mie proposte, quelle già presentate e mai accolte, e ci saranno le vostre. Che saranno accolte, e avranno il patrocinio del Comune quando saranno una ricchezza per la città: sarà così per tutte le proposte valide, da qualunque parte arriveranno.

In ogni caso, comunque andranno le elezioni del 15 e 16 maggio, sarò con voi alla manifestazione del 21.

Un saluto,
Massimo Zedda

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