CAGLIARI, 21 MAGGIO 2011
ORE 17, PIAZZA GARIBALDI

L’omofobia è qualunque giudizio negativo nei confronti dell’omosessualità, comprese tutte le convinzioni personali e sociali che l’omosessualità sia patologica, immorale, contronatura, socialmente pericolosa, invalidante.

Anche quest’anno l’Assemblea per la giornata mondiale contro l’omofobia ha deciso di organizzare una manifestazione per ricordare la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, quando il 17 maggio 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellava l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Quello che ci preme rivendicare oggi è che in quell’occasione si invitavano tutti gli Stati a promuovere una cultura per superare le discriminazioni nei confronti di omosessuali e transgender, e per riconoscere i diritti e la libertà alle coppie dello stesso sesso. In realtà, assistiamo sempre più spesso a tentativi di demolizione dei principi fondamentali che garantiscano una cultura di serena convivenza e inclusione delle diversità come sinonimo di ricchezza. Nel quadro di un disprezzo costante e di un’offensiva spesso violenta contro i principi della convivenza comune, primo fra tutti il principio di uguaglianza, si inserisce perfettamente la persecuzione nei confronti delle minoranze e delle fasce più deboli della

nostra società e, più in generale, di ciò che viene percepito con fastidio come “diverso” e non conforme alla norma costituita dall’alto. Questi attacchi stanno ridando sostanza agli umori fascisti e reazionari mai completamente sopiti nel nostro Paese. Lo smantellamento da parte della politica dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori e delle fasce economicamente più deboli, con la sottrazione di risorse alla sanità e alla scuola pubblica, l’attacco ai diritti delle donne e alla loro dignità, il lavoro sottotraccia svolto

per attivare meccanismi di paura e conseguente odio nei confronti dei migranti, l’ironia verso gli studenti in piazza che “farebbero meglio a pensare allo studio e alle ragazze”, sono solo alcuni degli esempi di furia reazionaria alla quale non è per nulla estranea la sordità verso le rivendicazioni del popolo GLBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender). Senza andare troppo lontano, nel 1948 l’Italia sfasciata dalla guerra e dal fascismo sognava un paese moderno, laico, libero e in pace. Oggi questo stesso paese, questo stesso popolo, ha ancora gli stessi sogni, perché nella realtà si sentono frasi come queste:

Silvio Berlusconi: meglio appassionato di belle ragazze che gay;
Umberto Bossi: gli immigrati fuori dalle palle;
oppure: Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni;
Roberto Castelli: Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora;
Luca Volontè, sempre per restare a destra: I fondatori della psicologia moderna descrivono l’omosessualità come patologia clinica;
ma non mancano quelli della “sinistra”. Piero Fassino: Le adozioni gay? Non credo che sia una scelta che la società possa accogliere e neppure penso che sia utile per il bambino essere adottato e crescere con due persone dello stesso sesso;
Massimo D’Alema: No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali, perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento;
Francesco Rutelli: Le minoranze omosessuali non devono essere discriminate, ma è sbagliato quel che ha deciso la Spagna di Zapatero, stabilendo che le coppie omosessuali possono adottare bambini. Noi non lo consentiremo mai;
A. Soro: A Firenze non è mica vietato l’accesso agli omosessuali. Non sono stati invitati al convegno perché si parla di famiglie e i gay non lo sono.
Carlo Giovanardi: Lo spot dei mobili con la famiglia gay offende la Costituzione;
Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, Lega Nord: Multerei i gay che si baciano nei luoghi pubblici.
Non può certamente mancare l’attacco del clericalismo: l’omosessualità non è moralmente giusta e non va depenalizzata.
E, per finire, uno dei massimi esponenti del CNR che dovrebbe rappresentare la comunità scientifica nazionale sostiene: le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di dio, della quale sono giusti castighi e ancora: l’impero romano è caduto per colpa degli “invertiti”.

Tutto questo ci consente di parlare di omofobia di stato.

È difficile in Italia mettersi al passo con le rivendicazioni internazionali, perché i diritti in emergenza sono troppi, e ogni giorno si colpiscono le fondamenta di chi spera in un mondo di pari opportunità, costringono alla resistenza chi lotta per ristabilire almeno l’alfabeto del rispetto. Non è un caso che da destra e da sinistra neppure leggi timide e insufficienti, come quella sui DICO per il riconoscimento delle coppie di fatto, non abbiano trovato spazio in Italia; e non è un caso che non ci sia stata la volontà di includere nel codice penale i reati di omofobia, lesbofobia e transfobia. È difficile, ma non impossibile, far arrivare le rivendicazioni dei diritti in un paese dominato da una presunta classe dirigente ignorante, che incita alla violenza, al sessismo, al razzismo e alla xenofobia, in spregio ai nostri valori di dignità e di uguaglianza previsti anche dall’Art. 3 della Costituzione.

La lotta contro l’omofobia riguarda chiunque creda nelle libertà individuali e nel rispetto. Invitiamo tutte e tutti a partecipare per manifestare insieme, e per rivendicare una società laica, solidale e libera dal razzismo, dalla xenofobia, dal sessismo e dall’omofobia indipendentemente dall’orientamento sessuale e identità di genere.

ASSEMBLEA PER LA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIAStop Homophobia!
assembleacontrolomofobia@gmail.com
FB Manifestazione contro l’omofobia 2011

 

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POLITICO DELL’ASSEMBLEA
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