Giornata campale, oggi, per Uno sguardo normale 2010: dopo quattro giorni di proiezioni e un ottimo successo di pubblico, stasera alle 18.30 ARC presenta il libro Maledetti froci & maledette lesbiche – Libro bianco (ma non troppo) sulle aggressioni omofobe in Italia, alla presenza dell’autrice, Maura Chiulli e, dopo un piccolo aperitivo offerto al pubblico, la proiezione del documentario 2 volte genitori, seguito dal dibattito con il regista Claudio Cipelletti e Ettore Ciano, papà dell’A.Ge.D.O. Modera entrambi gli incontri Michele Pipia. Insomma… serata da non perdere, questa, al “Nanni Loy” (ERSU, casa dello studente di via Trentino, Cagliari).

ore 18.30

Maledetti froci & maledette lesbiche

Libro bianco (ma non troppo) sulle aggressioni omofobe in Italia

I gay danno fastidio: perché si mostrano in tv senza pudore, perché non vogliono sentirsi una categoria «discriminata e speciale», perché spesso hanno molto da dire sulle libertà e i diritti di tutti. Negli ultimi due anni in Italia si sono moltiplicati e accresciuti i casi di intimidazioni, insulti, persino selvaggi pestaggi contro omosessuali. Estemporanee o premeditate, spesso compiute da vere e proprie squadracce, queste azioni sono il sintomo di una cupa e rancorosa rabbia verso le libertà e i diritti che faticosamente si stanno facendo largo nella società civile. Il braccio armato di questa forza oscura sono giovani sottoproletari sbandati, neofascisti a piede libero con precedenti, ultrà e cafoni da stadio. Ma il mandante è una borghesia retriva e reazionaria, né di destra né di sinistra, la cui occhiuta complicità garantisce un humus di complicità e approvazione. Chi ha in odio la diversità e il vento di cambiamento sociale, nel contempo, minimizza e insabbia, tanto che sono pochissimi i casi che vengono veramente denunciati o emergono sui media. Come dimostra questo libro, la strada verso una società aperta è ancora lunga e tortuosa. Ma ormai non è più possibile chiuderla e fare finta di niente…

ore 21.00

2 volte genitori

E’ un documentario di Claudio Cipelletti (con la collaborazione di Lucia Bonuccelli e Francesco Pivetta), già regista del bellissimo Nessuno uguale, che racconta ciò che accade all’interno delle famiglie quando i figli fanno coming out. «Ho cercato di entrare in punta di piedi nelle famiglie, racconta Cipelletti, ho scoperto un universo inaspettato, complesso, di grande fragilità. Questi genitori si sono trovati di fronte a una rivelazione che in un attimo ha cancellato ogni certezza, le fondamenta di ieri e il senso del domani, i presupposti stessi della loro esistenza». Come hanno reagito i genitori alla scoperta? Come hanno affrontato l’idea di aver generato un figlio che improvvisamente li ‘tradisce’? «Anche chi si percepiva sereno, almeno idealmente, nei confronti dell’omosessualità, spiega Cipelletti, non ha avuto gli strumenti per affrontare subito il mistero della genesi dell”omosessualità nel cuore della propria famiglia. Così il film indaga questo percorso tra le aspettative tradite dei figli, e l’accettazione non tanto dell’omosessualità, ma della propria rinascita come genitori, ripartendo da zero, ‘facendomi guidare nei primi passi da mio figlio, mentre una volta la roccia per lui ero io’, come dice un papà. L’amore trionfa, ma non basta. Bisogna mettersi in gioco. E questi genitori hanno saputo farlo fino in fondo. Scoprendo che la loro è una goccia nell’oceano, e che c’è ancora tutto da fare». Il documentario (costruito come un reality in cui l’autore vive per un breve periodo di tempo con famiglie di ragazzi omosessuali) fa parte del Progetto europeo Daphne, un programma di ricerca e intervento a sostegno delle famiglie con figli omosessuali.